Il Secchione nel 2004

  Chiarimenti sul Secchione(2004) (25,0 KiB, 874 hits)

Tratto da un articolo del 2004 a cura del Gruppo Valmalenco. Nelle citazioni sottostanti l’articolo a mio avviso mantiene la sua originaria attualità.

 

Fin da quando abbiamo iniziato ad occuparci del problema dello sfruttamento idroelettrico e dei “piccoli salti” in particolare, abbiamo incontrato non poche difficoltà a reperire in modo veloce e completo la documentazione e le informazioni attinenti ai progetti presentati e alle procedure che presiedono al rilascio o meno delle varie concessioni. I numerosi enti che entrano in gioco (Regione, Provincia, Comunità Montana, Comune e il  soggetto che presenta la richiesta) producono, nell’arco di tempo che va dalla pubblicazione della domanda di derivazione al rilascio dei vari atti di competenza (svariati anni), una fitta documentazione. La consultazione della stessa non è sempre facile e presso i Comuni, ai quali ci siamo rivolti di preferenza, è spesso lacunosa.

…Da qui il nostro appello rivolto alla Provincia di  Sondrio che, avendo ormai ricevuto la delega dalla Regione Lombardia in materia di piccole derivazioni, dovrebbe, a nostro avviso, rendere  assolutamente trasparente per chiunque, sia esso semplice cittadino, associazione o Amministrazione Comunale, l’esame delle richieste fin dal loro nascere e nel loro evolversi. Siamo convinti sia un diritto imprescindibile del cittadino quello di sapere cosasi sta prospettando sul proprio territorio e dovere delle Amministrazioni quello di informare in modo esaustivo e tempestivo la cittadinanza.

…Ci  sentiamo di poter ormai affermare che  il “silenzio” che circonda questa tematica è importante. Il silenzio è importante per quanti presentano le domande di derivazione a scopo idroelettrico. Si tratta solitamente di grosse società ben equipaggiate per risolvere a loro favore ogni difficoltà, ma che comunque non  gradiscono troppa pubblicità attorno al loro progetto in quanto ciò potrebbe condizionare negativamente l’esito dell’istruttoria e terminare in un parere negativo  da parte degli enti preposti; oltretutto, visto il malessere sempre più manifesto dell’opinione pubblica nei confronti di questi interventi, è “doveroso” limitare il “rumore”. Ma il “silenzio” sembra, purtroppo, importante anche per quegli stessi Enti (Regione, Provincia, Comunità Montana, e spesso anche i Comuni) che devono sì rilasciare le concessioni di loro competenza ma che, soprattutto,dovrebbero valutare in modo corretto ed illuminato, la compatibilità di interventi così impattanti sul territorio.

Troppe opposizioni si sono risolte in nulla, troppi pareri negativi si sono trasformati in positivi, troppe prescrizioni sono state ignorate nei fatti: il tutto nel chiuso degli uffici degli “enti competenti”. Il “silenzio” gioca quindi un ruolo determinante nel garantire il prosieguo senza ostacoli delle richieste.  Meno i cittadini sanno, più facile è il cammino.

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