Piccola o grande?

aggiornamento articolo del 14 dicembre 2013

Esiste un Piano Paesaggistico Regionale. Cosa dice? Ci sono delle regole da rispettare ( al di là delle Conferenze dei Servizi)? Chi deve farle rispettare? Altrimenti diciamo che in Provincia di Sondrio è come il Far West, non ci sono regole e non esistono istituzioni Statali che tutelano e fanno rispettare a tutti le leggi. Allora che si fa?

Il primo ente a fare ulteriore ricorso nei termini di legge deve essere la Regione Lombardia ,che ha anche più soldi di Provincia e Comunità Montana, ( la stessa Regione che ha già pubblicato sul BURL la aurorizzazione). L’oggetto del contendere riguarda infatti l’ articolo 17 del piano paesistico regionale. Vedremo se avrà il coraggio, eventualmente “spronata” dalla Provincia di Sondrio, dallo IAPS, dalle Comunità Montane e dai Comuni di buona volontà.

In caso contrario  e senza aspettare troppo tempo toccherà alla Provincia fare da “capofila”, a costo di indire una sottoscrizione per recuperare i soldi necessari.

Altra questione: se per la concessione di grandi derivazioni ad uso idroelettrico sarà necessaria una gara ad evidenza pubblica a tutela della concorrenza, come vuole l’Unione Europea, la quale ha già aperto con l’Italia più di una procedura di infrazione, allora non si può evadere o interpretare ad uso e consumo la normativa, sia pur in assenza di una regolamentazione in materia, che dovrebbe esistere già dal 2011 (da più parti si auspica infatti che il Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e previa intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni, proceda alla sollecita adozione del provvedimento ex art. 12, comma 2, D.Lgs. 79/1999, volto a determinare i requisiti organizzativi e finanziari minimi, i parametri e i termini concernenti la procedura di gara relativa alle concessioni di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico).

Quindi è inconcepibile che nel 2015, approfittando di confusione e vuoti normativi, si conceda di aggirare la legislazione Comunitaria e le sentenze della Corte Costituzionale per ottenere benefici ai danni della libera concorrenza. Consentendo ad esempio il passaggio da una piccola a una grande derivazione idroelettrica. In attesa che qualcuno presenti ricorso per altri motivi ( rispetto dell’articolo 17 del Piano Paesaggistico Regionale) spero che qualcuno faccia notare questa incongruenza all’Unione Europea. Altrimenti qualsiasi proprietario di una centralina in provincia di Sondrio potrebbe chiedere il passaggio da piccola a grande derivazione e farla franca per 30 anni a discapito della concorrenza.

-interrogazione Costanzo del 2012

NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL PIANO TERRITORIALE PAESISTICO LOMBARDO (leggere il famoso articolo 17)

E’ stata pubblicata sul BURL : 

  grande Mallero (110,3 KiB, 378 hits)

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Leggerezza delle nostre istituzioni?

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Fattostà che da piccola ora è diventata grande. il territorio ha perso ancora una volta nei confronti dei poteri forti dell’idroelettrico? Primo effetto della Autonomia provinciale? Aspettiamo le reazioni di politici e amministratori locali. Intanto continuiamo a invitare le scolaresche a visitare quanto sono belli e affascinanti i nostri impianti idroelettrici.

ALCUNI DOCUMENTI

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articolo del 14 dicembre 2013

Qui potete trovare e leggere  il verbale della Conferenza dei Servizi svoltosi il giorno 11 dicembre 2013 per la derivazione sul torrente Mallero:

  verbale CDS 11 dicembre 2013 (1,2 MiB, 624 hits)

(verrà inserito anche il link all’originale non appena il documento verrà pubblicato sul sito della Provincia di Sondrio)

Mi sembra interessante questo passaggio:

“I  progettisti  si soffermano  sulla  descrizione  delle varianti  proposte … Precisa  che  le stesse  sono  il  frutto  dei numerosi  approfondimenti  progettuali  condotti  in  fase  di  elaborazione  del progetto  per  la  realizzazione  della  grande  derivazione,  ad oggi momentaneamente  accantonato.

L’introduzione  di tali  varianti… consente  anche  di realizzare  la  piccola  derivazione  senza  precludere  a priori la  futura  realizzazione  della grande derivazione (come  peraltro  richiesto  dalla  Regione  Lombardia  con la  nota  prot.  n.  2592  del  31.05.2013).”

Il  27 febbraio 2013 era stato pubblicato sul BURL  il decreto di NON AUTORIZZAZIONE alla grande derivazione. Successivamente, a quanto si apprende dal verbale, la Regione non ritiene preclusa a priori la realizzazione della grande derivazione.       

Anche se tutto fosse in regola per la piccola derivazione, ci sarebbe sempre da verificare se per il corso d’acqua siano rispettati i limiti posti dal Piano di Bilancio Idrico Provinciale (indici L e LQ) nonchè la funzionalità fluviale e i diritti legati all’uso plurimo delle acque. Si vuole salvare la Provincia di Sondrio si inizi  a difendere il suo territorio e i beni comuni, nonchè il Piano di Bilancio Idrico.

    

Da Facebook:

Dopo il torrente Secchione le procedure autorizzative per la derivazione delle acque del Mallero, nell’unico suo tratto naturale rimasto, viaggiano alla grande.
Lo spietato assalto alle ultime acque malenche procede inarrestabile.
Non importa se ciò comporterà il più grande sacrificio ambientale degli ultimi anni. Non importa se la qualità dei luoghi in cui viviamo non è un lusso ma una necessità e questa valle magnifica ha la grande fortuna di aver ereditato un patrimonio unico e irripetibile che non può essere svenduto al profitto di pochi predatori senza scrupoli. A nessun prezzo.
Non importa se mantenere l’integrità dei luoghi significa investire sul futuro e preservarne il valore, culturale, civile ed economico.
Non importa se quest’acqua e queste montagne influenzano la qualità della vita, la felicità degli individui e la ricchezza della vita di tutti.
Il raffinatissimo disegno di rapina di un bene comune non conosce ostacoli: moratorie, slogan padani “l’acqua è nostra difendiamola” e piani di bilancio idrico provinciali non hanno modificato alcunché.
Per non parlare della montagne di carta ipocrita che tenta di mascherare questo sfregio alla montagna con “prescrizioni”, “raccomandazioni” “monitoraggi ambientali” e “mitigazioni”…
Un disegno che trova terreno fertile nel paradosso dell’industria elettrica nazionale, che fa tener fermi grandi centrali che producono a basso costo, per far funzionare e sovvenzionare questi impianti assai più costosi (che paghiamo noi cittadini) e negli ambientalisti da salotto, che non distinguono un kWh da una pera. Per non parlare dei cittadini indifferenti e il loro rappresentanti che mai si premurano di informare la comunità riguardo la disintegrazione del territorio in atto.

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