Incontro sulla Azione di classe a Caspoggio

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Per chiarire, approfondire e rispondere alle domande relative

alla Azione di Classe pubblica

e alle tematiche correlate

SABATO 29 OTTOBRE 2016 – alle ore 21

presso  Zenith – Centro della Montagna – Palazzetto dello Sport di Caspoggio

si terrà un incontro pubblico con la partecipazione di:

– Remo Valsecchi –  Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

– Avv. Marina Peschiera – Confconsumatori

– Avv. Giuseppe Barreca  – Confconsumatori

– Martina Simonini – Coordinamento Acqua Pubblica della Provincia di Sondrio

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“AZIONE DI CLASSE PUBBLICA” sul Servizio Idrico della Provincia di Sondrio

            E’ stata presentata il 13 settembre 2016 a Provincia, Ufficio d’Ambito e Secam Spa una “Azione Collettiva Pubblica” sulle fatture dell’acqua, promossa da 535 cittadini-utenti e dalla Confconsumatori nazionale.

E’ un’istanza amministrativa, più forte della petizione con 7000 firme, consegnata nel mese di luglio.   I contenuti segnalati sono in parte gli stessi: tariffe illegittime, gestione poco trasparente, carenza di informazione e partecipazione.

Ma se la petizione era un “gentile invito” a Provincia, Ato e Secam a sistemare le irregolarità del Servizio Idrico, l’Azione di Classe Pubblica è una richiesta molto più ampia, documentata, precisa e perentoria.

            Quello che a prima vista poteva sembrare “soltanto” un problema di tariffe, mediamente raddoppiate o triplicate rispetto alla gestione comunale, si è via via rivelato come una gestione sostanzialmente privatistica dell’acqua, da parte di una società “in house”, interamente pubblica, ma che opera come se avesse un appalto remunerato “a piè di lista”, senza responsabilità e rischio d’impresa, accollando ai cittadini-utenti maggiori costi illegittimi e ingiustificati.

            L’azione di classe raccoglie e sintetizza centinaia di segnalazioni, analizza e documentata irregolarità di almeno quattro tipi:

– DI INDIRIZZO E CONTROLLO evidenziando: la scarsa distinzione dei ruoli e poca trasparenza decisionale tra organi politici (Provincia, Conferenza dei Sindaci), aziendali (Ufficio d’Ambito) e gestore (Secam Spa); le carenze della Carta dei Servizi, comunque sostanzialmente disattesa; la stucchevole “dimenticanza” di regolamentare in modo equo e rigoroso le utenze di montagna… in una provincia che rivendica autonomia e denari, perché interamente montana.

– CONTABILI / FINANZIARIE: errori concettuali e materiali (somme) in conto economico e rendiconto finanziario; assenza di uno Stato Patrimoniale; illegittima previsione di utili, per di più esorbitanti (195 milioni di € al 2033… ovviamente presi dalle bollette, cioè dalle nostre tasche).

– TARIFFARIE: errato utilizzo del consumo presunto (i famosi 153 mc/anno per utenza), calcolati non sulla media della stessa tipologia di utenza dei Comuni con contatori, bensì riferito  ad utenze sia domestiche, sia di attività produttive delle più diverse tipologie; assenza di scaglioni; attribuzione scorretta dei fissi; imposizione di installatori del contatore convenzionati, a prezzi esorbitanti, ingiustamente a carico dell’utente; illegittima applicazione di IVA su consumi presunti.

– AMMINISTRATIVE / GESTIONALI: fatturazioni ritardate anche di oltre 2 anni, disomogenee da Comune a Comune per periodo considerato, utilizzo di deleghe-RID rilasciate dagli utenti ai precedenti gestori.

Formalmente la class action è firmata dai 535 aderenti e dalla  Confconsumatori nazionale, attraverso gli Avv. Marina Peschiera e Giuseppe Barreca della sede di Mantova, con la consulenza esterna di Remo Valsecchi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

E’, nella sostanza, risultato e frutto di un lavoro corale di parecchi mesi, di incontri pubblici e banchetti in piazza che ha visto coinvolte decine di persone. Tutto questo ha  trovato sintesi attorno al Coordinamento Acqua Pubblica della Provincia di Sondrio che, attraverso il sito www.acquavaltellina.altervista.org , informa e aggiornerà puntualmente sui futuri sviluppi della vicenda, apripista di altre simili che, ci auguriamo, si potranno aprire ovunque in Italia si stia smentendo nei fatti la volontà popolare espressa nella vittoria del referendum contro la privatizzazione dell’acqua.

I destinatari della Azione di Classe hanno ora tempo 90 giorni (13/9/2016 – 13/12/2016) per prendere i provvedimenti opportuni. In caso contrario i cittadini-utenti potranno chiedere che sia il TAR Lombardia ad esaminare la questione. Il TAR, se riterrà fondate le segnalazioni, deciderà come intervenire per ripristinare la correttezza dell’indirizzo, della gestione e del controllo sull’erogazione del SII.

Concludiamo ricordando che, in questo ultimo anno, numerosi cittadini hanno provato a chiedere spiegazioni/chiarimenti ad Ufficio d’Ambito, SECAM e Comuni in relazione alle fatture ricevute. Il risultato è stato un continuo rimpallo di responsabilità tra un Ente e l’altro. Auspichiamo che i Sindaci, che attraverso la Conferenza dei Sindaci determinano gli indirizzi applicati da SECAM, rispondano finalmente alle richieste di coloro che rappresentano e pongono in essere  tutte le iniziative che sono in loro potere.

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Mandatario: Martina Simonini  [email protected]

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