Derivazione Giovello

Cattura

Io ero rimasto a questo articolo pubblicato sul sito…. e a quest’altro

Probabilmente mi sono perso qualche informazione…

  • DETERMINAZIONE N. 1396del 15/11/2013 OGGETTO: ART. 12 DEL D. LGS. 29 DICEMBRE 2003 N. 387 – ISTANZA DI VARIANTE ALL’AUTORIZZAZIONE UNICA ALLA COSTRUZIONE ED ESERCIZIO DELL’IMPIANTO IDROELETTRICO SUL TORRENTE MALLERO, IN TERRITORIO DEL COMUNE DI CHIESA IN VALMALENCO (SO), ASSENTITA CON DETERMINAZIONE N. 630 DEL 12.04.2010.
    INDIZIONE DELLA CONFERENZA DI SERVIZI –

      variante autorizzazione Giovello (256,0 KiB, 885 hits)

 

Nell’attesa di avere notizie aggiornate rinnovo la richiesta fatta nell’articolo pubblicato a gennaio 2013 : ” invito i nostri politici e amministratori locali che sono ancora sensibili al binomio acqua – ambiente a tenere alta l’attenzione e ad essere intransigenti nel far rispettare le norme di legge, il PTCP e il PBI.”

Ecco alcune  considerazioni trovate su Facebook (in aggiornamento):

 

…è sorprendente notare l’indifferenza di fronte ad un intervento che modifica in modo irreversibile un pezzo della nostra montagna; tra i tanti effetti nefasti ricordo qui di seguito quello evidenziato da ARPA riguardo al traffico pesante che travolgerà i paesi di fondovalle… 50000 mc di smarino da trasportare in 24 mesi, considerando 5 giorni lavorativi alla settimana, esclusi i periodi turistici; calcolando una media di 22 giorni mese ed il trasporto di circa 10 mc per ogni mezzo si perviene ad un massimo di 32 camion al giorno nei 2/3 del tempo necessario alla costruzione dell’opera: quindi 4 camion all’ora in andata-ritorno, circa 1 ogni 15 minuti per circa 16 mesi…le strade di collegamento fra i cantieri e la miniera Rusada-Ponticelli attraversano tutto l’abitato di Chiesa valmalenco e quello di Lanzada, con ovvie conseguenze circa l’incremento del traffico, del rumore e dell’inquinamento atmosferico in una situazione già caratterizzata dalla sovrapposizione di traffico di cava e turistico.

 

Questa montagna di carta sembra fatta apposta per disorientare chiunque..ma mi par di capire che la NON autorizzazione riguarda la variante per grande derivazione..resta in pista la piccola..come dire “esce dalla porta e rientra dalla finestra” o no?

 

ho paura che per la piccola i buoi fossero già scappati dalla stalla, perché se non ricordo male la concessione è addirittura pre-moratoria

 

“Qual’è il senso tecnico-economico nella realizzazione di una galleria di 2150m del diametro di 4m per far passare all’interno una condotta da 900mm? (dati progetto agosto 2013)… ”

“…Forse perchè non esiste una fresa TBM di diametro inferiore? O forse per lavorare più agevolmente al suo interno? Comunque sia, anche se tutto fosse in regola, ci sarebbe sempre da verificare se per il corso d’acqua sotteso alla derivazione siano rispettati i limiti posti dal Piano di Bilancio Idrico Provinciale (indici L e LQ) nonchè la funzionalità fluviale e i diritti legati all’uso plurimo delle acque.”

 

 

Ero rimasto alla bocciatura della grande derivazione.
Siamo allora tornati alla piccola derivazione??
Un tubo di 90cm entro galleria di 4m!?
Tutto il polverone sollevato, le moratorie, i bilanci idrici etc etc…a
cosa sono serviti?

 

Come è noto l’indifferenza regna sovrana e poco importa se l’unico tratto integro del Mallero verrà asciugato (al solito per lucro speculativo). Ricordo, per chi non lo sapesse, che è prevista la realizzazione di una galleria di oltre 2km. Il materiale derivante dallo scavo verrà utilizzato per ricolmare alcune camere di coltivazione della miniera in esercizio di Brusada-Ponticelli ubicata in Comune di Lanzada, di proprietà di uno dei soci del concessionario. Sono circa 30.000 mc che probabilmente transiteranno allegramente per mesi sopra rombanti camion da cava tra San. Giuseppe, Chiesa e Lanzada per la gioia di abitanti e ospiti. Trovate tutto qui:  www.provincia.so.it/doc/pianificazione/cds/ProgettoMalleroAgosto2013.zip

 

Non so come andrà a finire (ma visti i precedenti l’esito è scontato..) ma che si sappia almeno quel che potrebbe succedere a breve: 1 camion ogni 15 minuti per circa 16 mesi attraverso i paesi (turistici?!!) della Valmalenco
Ecco il parere tecnico negativo espresso a suo tempo dall’Agenzia Regionale Per l’Ambiente e mai reso noto e diffuso alla popolazione.

SUOLO
Il territorio interessato dagli impianti presenta una tipica morfologia di alta quota. L’acclività dei versanti favorisce: la formazione di colate detritico-fangose in occasione di eventi meteorici intensi e prolungati a causa dello scarso spessore dei terreni di copertura; crolli dagli affioramenti rocciosi alterati a seguito dei cicli di gelo-disgelo; caduta di valanghe nel periodo invernale e tardo-invernale. La pericolosità di questi fenomeni è indipendente dalle quantità di materiale movimentato in quanto legata alla imprevedibilità e rapidità di accadimento.
Le incisioni vallive secondarie del versante destro di questa porzione della Valle del Mallero sono indicate nel “Sistema Informativo Regionale Valanghe” quali siti a rischio, in particolare la valle che ha sbocco presso l’opera di presa; mentre la condotta forzata è prevista in un’area costituita da porzioni rocciose affioranti e/o subaffioranti con fratture predisponenti crolli verso il pendio, sostituita verso valle da una zona di falda detritica in cui sono presenti materiali di risulta delle cave rimodellati dall’ intervento antropico, con il fine di stabilizzare il versante.
Le operazioni in progetto comportano lo scavo di 50000 mc di materiali da trasferire per la quasi totalità alla cava Brusada-Ponticelli, in comune di Lanzada, in qualità di ricolmamento di una camera di coltivazione. A livello ambientale non si può ritenere che questa movimentazione di materiali sia ottimale per il territorio e le zone abitate, soprattutto in merito a qualità dell’aria, polveri e rumori ma anche in considerazione del fatto che l’intensa attività di cave e miniere presenti in zona è già da anni problematica.

ACQUA
a livello ambientale l’autorizzazione dell’opera implicherebbe un consistente depauperamento del tratto di corso d’acqua sotteso alla derivazione con conseguenze sull’ecosistema, sugli habitat naturali e sulla circolazione delle acque sotterranee; tutto questo andrebbe ad incidere su una situazione in cui è in corso un perenne tentativo di riequilibrio della naturalità a seguito delle attività di cava e della presenza di strutture artificiali di regimazione idraulica che necessiterebbe di essere incentivato.

ARIA
La quantificazione dei trasporti prevede 50000 mc di smarino da trasportare in 24 mesi, considerando 5 giorni lavorativi alla settimana, esclusi i periodi turistici; calcolando una media di 22 giorni mese ed il trasporto di circa 10 mc per ogni mezzo si perviene ad un massimo di 32 camion al giorno nei 2/3 del tempo necessario alla costruzione dell’opera: quindi 4 camion all’ora in andata-ritorno, circa 1 ogni 15 minuti per circa 16 mesi.
Le strade di collegamento fra i cantieri e la miniera Brusada-Ponticelli attraversano tutto l’abitato di Chiesa Valmalenco e quello di Lanzada, con ovvie conseguenze circa l’incremento del traffico, del rumore e dell’inquinamento atmosferico in una situazione già caratterizzata dalla sovrapposizione di traffico di cava e turistico.

PAESAGGIO, VEGETAZIONE E FAUNA
Il progetto interagisce con un territorio ad elevata naturalità, poco colonizzato, noto per la vocazione turistica ma già parzialmente penalizzato dalla diffusa presenza di cave e strutture connesse

 

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