↑ Torna a tematiche

Deflusso Minimo Vitale

La questione del Deflusso Minimo Vitale in provincia di Sondrio è stata ed è oggetto di frequenti contenziosi con i concessionari ed è tutt’oggi una rivendicazione frequente dei comitati locali in difesa delle acque.  Nonostante l’ esistenza di una specifica normativa, non è affatto infrequente infatti vedere corsi d’acqua ai quali manca il “minimo vitale”.

Il Deflusso Minimo Vitale  garantisce il rilascio obbligatorio di una quota d’acqua nel  punto di prelievo autorizzato, in misura tale da consentire un’adeguata  preservazione degli ecosistemi del corso d’acqua  sottoposto a captazione.  Nel Piano di Tutela della Acque approvato dalla Regione Lombardia  il DMV viene articolato in due  componenti:

-         una componente base definita  “idrologica”, “calcolata sulla base della portata naturale media annua  alla sezione di derivazione”, il cui valore è assunto per tutti i corsi d’acqua in misura pari al 10% della portata naturale stessa

-          una componente correttiva (“sitospecifica” ), che tiene conto di vari fattori, fra cui le caratteristiche dell’alveo, le sue condizioni di naturalità e i pregi naturalistici del contesto territoriale su cui scorre il corso d’acqua.

Per le nuove concessioni di derivazione e quelle da rinnovare i due componenti sono obbligatori al momento del rilascio della concessione;  per le utilizzazioni in atto  i limiti temporali sono:

-         il 31 dicembre 2008 per  rendere operativo il rilascio della “componente idrologica” del DMV

-         il  31 dicembre 2015 per applicare al DMV i fattori correttivi“sitospecifici”.

E’ importante porre in evidenza l’obbligo del concessionario di istallare appositi sistemi per il controllo del valore del DMV in modo che ne sia possibile la lettura “direttamente o mediante dispositivi di visualizzazione remota ”.

 Per quanto riguarda le possibili iniziative a tutela dei valori ambientali che si ritenessero violati  in tema di DMV, c’è la possibilità di rivolgere contestazioni ed osservazioni nell’ambito del procedimento amministrativo che porta all’adozione dei provvedimenti di rilascio di nuove concessioni e di rinnovo delle concessioni in scadenza (nonché in quello rivolto all’adeguamento delle concessioni vigenti)

E’ anche praticabile la soluzione (ben più onerosa per la necessità di avvalersi di rappresentanza ed assistenza legale) dell’impugnazione innanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche dei suddetti provvedimenti amministrativi.